“I morti non muoiono” la recensione del film

“I morti non muoiono” la recensione del film

Regia: Jim Jarmusch

Cast: Adam Driver, Bill Murray, Tilda Swinton, Chloë Sevigny, Steve Buscemi, Caleb Landry Jones, Selena Gomez, Austin Butler, Tom Waits, Rosie Perez, Carol Kane, Iggy Pop, Danny Glover, RZA, Sara Driver, Luka Sabbat

Genere: Horror, Commedia

Durata: 103 minuti

Voto: ♥♥♥


Nella tranquilla cittadina di Centreville, qualcosa non va come dovrebbe. La luna splende grande e bassa nel cielo, le ore di luce del giorno diventano imprevedibili e gli animali iniziano a mostrare comportamenti insoliti. Nessuno sa bene perché. Le notizie che circolano sono spaventose e gli scienziati sono preoccupati. Ma nessuno prevede la conseguenza più strana e più pericolosa che inizierà presto a tormentare Centerville. I morti non muoiono, escono dalle loro tombe e iniziano a nutrirsi di esseri viventi. E gli abitanti della cittadina dovranno combattere per la loro sopravvivenza.

“Se vi aspettate un lungometraggio da urla di terrore in sala, vi sbagliate di grosso”

Jim Jarmusch torna dietro la macchina da presa per raccontare la sua visione del mondo contemporaneo. Il giudizio, pronunciato a mo’ di sentenza proprio nella scena finale, è senza appello (“di m***a”). Tutto il film, del resto, è accompagnato da un’atmosfera tipica della catastrofe imminente. “Questa storia va a finire male”, fa ripetere ossessivamente all’azzeccatissimo personaggio di Adam Driver sin dai primi minuti. Ma, attenzione, perché se vi aspettate un lungometraggio da urla di terrore in sala, vi sbagliate di grosso.

“La devastazione della carne è solo l’ultimo stadio di una malattia che, ormai, più o meno inconsciamente, sta divorando la nostra società.”

“I morti non muoiono” è si un horror, ma il terrore è tutto all’interno dei personaggi che lo compongono, non fuori. Ognuno di loro è uno zombie, anche quelli che non sembrano tali. La devastazione della carne è solo l’ultimo stadio di una malattia che, ormai, più o meno inconsciamente, sta divorando la nostra società. Un virus che ti fa sembrare vivo solo perché, fisicamente, non sei morto. Però ti ha già “ucciso la testa”. E’ la patologia del consumismo, quella che ti fa rincorrere i beni terreni e non ti fa ascoltare una perla di saggezza, buttata là, quasi distrattamente. “Il mondo è perfetto: goditi i dettagli”.

“La scena del ritrovamento dei primi due cadaveri all’interno del bar è destinata a diventare un cult”

L’unico che può farlo, in questa collezione di morti viventi e dementi, è l’eremita Tom Waits. L’unico a non essere inghiottito dal consumismo, ma solo perché vive al di fuori della società ‘civile’. Il punto forte de “I morti non muoiono” è proprio qui, nella feroce critica sociale. Senza sconti per nessuno. Quello debole, invece, sta nel non riuscire a tenere i dialoghi perfettamente ritmati. Era una condizione indispensabile, visto che il film, per scelta, a livello visivo, offre ben pochi sussulti. La prima parte è ben cadenzata, divertente e, in taluni momenti, addirittura spassosa. La scena del ritrovamento dei primi due cadaveri all’interno del bar è destinata a diventare un cult.

“I morti non muoiono” la recensione del film

Nella seconda metà del film, invece, il ritmo cala decisamente, concedendo qualche sbadiglio di troppo. “I morti non muoiono” trova i suoi pilastri nelle interpretazioni, sontuose, di Bill Murray e Adam Driver. I due attori si caricano sulle spalle tutto, anche qualche vuoto nella sceneggiatura (comunque, tutto sommato, valida). Bene anche i comprimari illustri Tilda Swinton, Steve Buscemi e Danny Glover. Un po’ sotto tono, invece, al suo esordio nella recitazione, Selena Gomez e tutto il cast ‘giovane’. Jim Jarmusch dimostra di aver mantenuto intatto il suo spirito al vetriolo nei confronti del mondo. Si è anche genuinamente ‘incattivito’ dopo l’elezione di Trump, ma ciò non basta a rendere questa pellicola indimenticabile.

Francesco G. Balzano

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