“Godfather of Harlem” prima stagione la recensione

“Godfather of Harlem” prima stagione la recensione

disponibile su Disney + (Sezione ‘Star’)

Regia: Joe Chappelle, Guillermo Navarro, Ernest R. Dickerson, Tanya Hamilton, John Ridley, Marisol Adler
Cast: Forest Whitaker, Nigel Thatch, Ilfenesh Hadera, Lucy Fry, Antoinette Crowe-Legacy, Vincent D’Onofrio, Giancarlo Esposito, Paul Sorvino, Chazz Palminteri
Genere: Thriller, drammatico, gangster, biografico
Numero episodi: 10
Voto: ♥♥♥ 1/2 (su 5)

“Godfather of Harlem” racconta la vera storia del famigerato boss del crimine Bumpy Johnson (Whitaker). L’uomo, all’inizio degli anni ’60, torna libero dopo dieci anni di prigione e trova il quartiere che un tempo governava nel caos più totale. Con le strade controllate dalla mafia italiana, Bumpy deve affrontare la famiglia criminale Genovese per riprendere il controllo. Durante la brutale battaglia, forma un’alleanza con il predicatore radicale Malcom X (Nigél Thatch). La serie è una collisione tra la malavita e il movimento per i diritti civili durante uno dei periodi più tumultuosi della storia americana.

Ambientato negli anni ’60, “Godfather of Harlem” racconta la storia romanzata di Bumpy Johnson. Si tratta di una figura storica reale, già raccontata al cinema in film come “American Gangster”, “Fuga da Alcatraz” e molti altri. Qui vediamo come, una volta uscito di prigione, mise in moto una resa dei conti con la mafia di New York, in particolare con Vincent ‘Chin’ Gigante (Vincent D’Onofrio). Con il movimento per i diritti civili in pieno svolgimento, vediamo scoppiare una guerra di droga per le strade di Harlem. Bumpy si scontra con i mafiosi e con le tattiche del suo amico, nonché ex compagno di cella, Malcom X. In questa prima stagione, poi, vediamo il ritorno di Bumpy ai vertici della malavita criminale, mentre lo sconvolgimento politico li circonda. Proprio quest’ultimo elemento rende la storia molto intrigante e immensamente interessante.

Forest Withaker è uno dei migliori attori attualmente sulla scena, ma non ha mai interpretato un personaggio come Bumpy Johnson. E’, allo stesso tempo, un duro ed un padre di famiglia e, contemporaneamente, anche gentile e terribilmente sicuro di sé. Un tipico prodotto di quel tempo, insomma. Whitaker interpreta Bumpy come un incrocio tra un boss ed un uomo d’affari. Vincent D’Onofrio è un mafioso italiano piuttosto stereotipato, che sembra prendere spunto dalla performance simile di Viggo Mortensen in “Green Book”. D’Onofrio non è male ma, a causa della sua parlata cliché, a volte si fatica a prenderlo sul serio. Eppure questa serie merita di essere guardata con attenzione, nonostante alcuni punti della trama siano molto (troppo) banali.

 

Il nostro giudizio

Il cast di supporto di “Godfather of Harlem” brilla davvero con Giancarlo Esposito nei panni del membro del Congresso e pastore Adam Clayton Powell Jr e Ilfenes Hadera in quelli di Mayme, la moglie di Bumpy. Paul Sorvino ha un bel ruolo di supporto come quello di Frank Costello, una leggenda della mafia. Lucy Fry, poi, aggiunge una sottotrama come la figlia di Chin, Stella, il cui coinvolgimento amoroso con un musicista afro-americano porta Bumpy e Chin in rotta di collisione.

Ma il pezzo forte di questo cast è Nigel Thatch. Riprendeno il ruolo di Malcom X, che ha già avuto anche in “Selma” di Ava DuVernay, l’interpretazione di Thatch del leader della Nation of Islam rivaleggia con quella di Denzel Washington. Interpretandolo con un contegno più calmo che, però, può esplodere in qualsiasi momento, il Malcom X di Thatch è l’opposto del contegno fuoco e fiamme di Bumpy. E dà a questa serie una prospettiva molto unica su ciò che significasse essere dalla parte sbagliata della legge per gli afroamericani negli anni ’60.

Sviluppata da Chris Brancato (“Narcos”) e Paul Eckstein, “Godfather of Harlem” è diretta da John Ridley, lo sceneggiatore premio Oscar di “12 anni schiavo”. Ridley evoca il modo in cui Harlem avrebbe dovuto apparire e sentirsi sessant’anni fa, quando un’epidemia di droga travolgeva la comunità nera. Proprio mentre le tensioni razziali stavano raggiungendo un punto critico. Mentre questa storia ha certamente gli elementi tipici delle serie poliziesche, la combinazione di elementi della trama socialmente rilevanti la aiuta a rendere la narrazione del crimine totalmente inedita rispetto al passato. Aiuta anche il fatto che la colonna sonora sia un mix di musica soul e rock tratta direttamente dall’epoca, insieme all’hip hop contemporaneo. Tutto ciò concorre a dare alla serie un gusto moderno e retro allo stesso tempo.

Il ritmo potrebbe non essere così frenetico come ci si aspetterebbe da un dramma sui gangster. Ma, in fondo, “Godfather of Harlem” si sente più come un massiccio biopic su Bumpy Johnson, nonché un sguardo su un periodo storico che era una polveriera in attesa di esplodere. Questo show, poi, ha alcuni momenti brutali di violenza che non sono per i deboli di cuore o di stomaco. Nel complesso, si tratta di una bella serie che sarebbe meglio vedere tutta d’un fiato, piuttosto che trascinarsela dietro per mesi. Una cosa, comunque, è certa: è un prodotto con un suo pubblico ben definito, che non avrà difficolta a soddisfare.

Francesco G. Balzano

“THE FALCON AND THE WINTER SOLDIER” PRIMA STAGIONE LA RECENSIONE