“Frozen II – Il Segreto di Arendelle” la recensione del film

“Frozen II – Il Segreto di Arendelle” la recensione del film

Distribuzione: Walt Disney Pictures

Regia: Chris Buck, Jennifer Lee
Voci italiane: Serena Autieri, Serena Rossi, Enrico Brignano, Paolo De Santis, Massimo Lopez
Genere: Animazione, Commedia, Avventura, Fantasy, Musicale
Durata: 103 minuti
Voto: ♥♥♥

La trama

Elsa, Anna, Kristoff, Olaf e Sven affrontano una nuova sfida. Sfida che li metterà sulle tracce di un incredibile segreto da svelare. Sono trascorsi 3 anni dagli eventi di Frozen – Il Regno di Ghiaccio e Arendelle sembra aver ritrovato la pace. Elsa ha ormai imparato a governare i suoi straordinari poteri. Mentre Anna è felice di aver trovato in Kristoff l’amore che tanto sognava. Tuttavia, la tranquillità del regno è destinata a essere turbata da una nuova minaccia proveniente dal passato.

Un prodotto di marketing ben costruito, che sa sfuttare l’onda lunga del successo del marchio

A sei anni di distanza dal primo episodio, tornano le avventure di Elsa e Anna, le due principesse protagoniste di “Frozen”. Un ritorno attesissimo e, tutto sommato, non deludente, perché la nuova storia narrata mantiene, per tutta la durata del film, un accettabile indice di godibilità. “Il segreto di Arendelle” è un prodotto di marketing ben costruito, che sa sfuttare l’onda lunga del successo del marchio, puntando sull’usato sicuro e proponendo quasi nulla di nuovo. Esagera, invece, decisamente nell’utilizzo delle canzoni, molto meno ispirate rispetto a quelle dell’originale, trasformando, di fatto, questo cartoon in un vero e proprio musical d’animazione.

La sensazione è che, senza molti dei brani presenti, tutto scorrerebbe in maniera più fluida e piacevole.

Così facendo, però, si toglie molto ritmo alla narrazione che appare, per lunghi tratti, estremamente lenta. Le parti musicali, in teoria, dovrebbero servire a dare ulteriore enfasi ai momenti topici del racconto, coinvolgendo lo spettatore appieno. Qui, invece, sembrano piuttosto un riempitivo, un tappabuchi per allungare la minestra. La sensazione, insomma, è che, senza molti dei brani presenti, tutto scorrerebbe in maniera più fluida e piacevole. Bene, invece, tutte le tematiche che “Frozen – Il Segreto di Arendelle” si propone di promuovere. Dal rispetto assoluto della Natura alla bellezza della diversità, il lungometraggio ha intenti meritori e li persegue con il giusto piglio, facendo arrivare chiaro il messaggio a tutte le fasce di pubblico.

“Frozen II – Il Segreto di Arendelle” la recensione del film

Ottimi anche i personaggi maschili, nei quali è contenuta tutta la vis comica del film. Rappresentano un fattore fondamentale per dare ritmo e vitalità ad una narrazione, ahimé, piena di ostacoli posti dai continui (seppur piacevolissimi) gorgheggi delle due protagoniste, in particolare Elsa. Notevole tutto il cast di doppiatori italiani, in particolar modo Enrico Brignano (Olaf), che dimostra di aver appreso molto bene la lezione di colori vocali data dal suo mentore, Gigi Proietti, in Aladdin (1992), quando prestò la sua ugola al Genio della Lampada. Carina, ma solo a livello visivo, anche la trovata di far cantare a Kristoff un pezzo in cui scimmiotta le movenze delle boyband anni ’90, con un piccolo ‘omaggio’ pure a ai Queen di Bohemian Rhapsody.

Pochi passi avanti sul fronte dell’emancipazione delle due principesse

Pochi passi avanti, invece, sul fronte dell’emancipazione delle due principesse. Da questo punto di vista, infatti, la saga di “Frozen” mantiene gli standard, già altissimi, a cui la Disney ci ha già ampiamente abituato. Le figure femminili nei Classici della casa dello zio Walt hanno cominciato la loro rivoluzione già da tempo. In principio fu Ariel (“La Sirenetta”, 1989) ad opporsi con forza e indipendenza alla rigida e ottusa educazione paterna. Poi toccò a Belle (“La Bella e la Bestia”, 1991) insegnare ai più piccoli che, talvolta, sono le principesse a correre in aiuto dei principi. Ma è già dai tempi di Fa Mulan (“Mulan”, 1998) che è stato stabilito un fatto sacrosanto, ovvero che le donne non hanno bisogno di alcun nerboruto in calzamaglia azzurra pronto a correre in loro soccorso. Le donne, infatti, si aiutano benissimo da sole.

“Frozen II – Il Segreto di Arendelle” la recensione del film

Dunque, dalle parti di Arendelle, non succede nulla di nuovo, almeno sotto questo aspetto. Poco importa, comunque, “repetita iuvant”, dicevano i latini. Soprattutto, “Frozen II” è uno spettacolo per gli occhi, che sicuramente attrarrà su di sè l’attenzione dei più piccoli. Per loro è stato pensato e a loro si rivolge, facendo attenzione a non annoiare troppo gli adulti accompagnatori. Questo era, in fondo, l’obiettivo e la missione è stata, tutto sommato, ben compiuta.

Francesco G. Balzano

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