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“Divorare il cielo” di Paolo Giordano leggi la recensione

Titolo: Divorare il cielo
Autore: Paolo Giordano
Genere: Narrativa
Editore: Einaudi Super ET
Pagine: 440
Prezzo: Euro 13,50
Prezzo e-book: Euro 12,99

Le estati a Speziale per Teresa non passano mai. Giornate infinite a guardare la nonna che legge gialli e suo padre, lontano dall’ufficio e dalla moglie, che torna a essere misterioso e vitale come la Puglia in cui è nato. Poi li vede tuffarsi in piscina, nudi, di nascosto, e quei tre ragazzi entrano come un vento nella sua vita. Sono poco piú che bambini, hanno corpi e desideri incontrollati e puri, proprio come lei. 

I prossimi vent’anni li passeranno insieme nella masseria lí accanto, a seminare, raccogliere, distruggere, alla pazza ricerca di un fuoco che li tenga accesi. Al centro di tutto c’è sempre Bern, un magnete che attira gli altri. E li spinge oltre il limite, con l’intensità di chi possiede solo passioni assolute e un’inquietudine che Teresa non conosce.

Con “Divorare il cielo” Paolo Giordano torna a parlare di tematiche complesse e molto controverse. Questa volta accanto ai drammi sentimentali e personali troviamo la questione ambientale, vista nella sua veste più estremista. Nel romanzo non c’è mai un giudizio o una presa di posizione, ma il lettore viene coinvolto fin dall’inizio nelle vite dei personaggi. Il lettore si trova a stretto contatto con Teresa e Bern, vive e soffre con loro.

Paolo Giordano ha scritto un romanzo molto forte, al lettore non viene risparmiato nulla, le sofferenze e i drammi dei protagonisti diventano sue. Spesso non è facile continuare a leggere, perchè si arriva ad un punto di angoscia che prende la gola. Ma allo stesso tempo non è facile lasciare troppo a lungo il libro, perchè il lettore vuole sapere tutto, proprio come Teresa.

Tra tutti i personaggi presenti nel romanzo, il più difficile da inquadrare è Bern. Solo grazie all’amore e alla caparbietà di Teresa, il lettore riuscirà ad amare Bern. In lui il rapporto tra uomo e natura è viscerale e forse anche ‘malato’. E, proprio grazie a Bern, Giordano ha affrontato un argomento molto attuale: l’ambiente. La masseria è un luogo unico, incontaminato, dove la natura ha il sopravvento. 

“Divorare il cielo” è un romanzo scritto con una prosa molto lineare, concisa e senza troppi fronzoli. Si nota molto la maturità stilistica di Giordano. Ne “La solitudine dei numeri primi” tutto il dramma viene visto con un occhio esterno; il lettore soffre si, ma osserva tutto dal di fuori. Invece in “Divorare il cielo” il lettore è totalmente coinvolto, un continuo di alti e bassi che lo accompagna fino alla fine e che lo accompagnerà anche dopo aver terminato il libro.

Barbara Piergentili



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