Di Maio promette un miliardo inesistente Salvini è un ‘re fuso’ e Conte fa una ‘vigliaccata istituzionale’ – I due dioscuri litigano su sicurezza bis e decreto famiglia

Di Maio promette un miliardo inesistente Salvini è un re fuso e Conte fa una vigliaccata istituzionale

Ignoranza e vigliaccheria, sono le caratteristiche di un Governo che si arrampica sugli specchi per sopravvivere. Amminchiato su temi che dovevano essere ormai superati e che invece, per mancanza di capacità di governo, ripropongono pedissequamente nella campagna elettorale. Lo scontro tra i dioscuri, Salvini e Di Maio, in questo momento preelettorale si concentra sul decreto sicurezza-bis e decreto per le famiglie. Sorvoliamo sul discorso dei decreti legge, strumento previsto solo per i casi di necessità e urgenza, quindi tecnicamente sbagliati nella circostanza e parliamo del merito.

Di Maio promette agli italiani un miliardo che non esiste

Di Maio, noto venditore di promesse ne fa ancora una. Il risparmio di un miliardo di euro, dovuto ad un minore esborso economico per il reddito di cittadinanza, lo vorrebbe utilizzare per le famiglie. Questo fidando su quanto gli suggerisce il neo Presidente dell’INPS, Tridico, suo consigliere e amico fidato (avrebbe dovuto scegliere meglio). Il decreto non è passato al vaglio del Consiglio dei Ministri. Perché Tria, Ministro dell’Economia, ha ricordato al Capo del Governo che quel miliardo non può essere utilizzato. Il motivo? E’ semplice: il miliardo di euro di cui Di Maio parla non esiste.

Di Maio promette un miliardo inesistente Salvini è un ‘re fuso’ e Conte fa una ‘vigliaccata istituzionale’ – Un errore da incompetenti

Lo stanziamento per il reddito di cittadinanza, fatto in deficit, aveva al suo interno una clausola. Con quella clausola si stabiliva che se ci fossero stati risparmi sarebbero serviti per non aumentare il deficit.Una osservazione così elementare sulla quale Di Maio e soprattutto il consigliere incopetente Tridico, non avrebbero dovuto obiettare. Del resto, è un errore evidente dovuto all’ignoranza. Invece hanno attaccato Tria per essersi messo di traverso, quando invece faceva il suo mestiere. Ha, cioè, messo in rilievo una infrazione alla legge voluta e votata da Di Maio e soci.

Salvini è ormai in confusione totale

L’altro decreto, portato avanti da un avvelenato Salvini per la campagna elettorale, che il M5S gli sta facendo contro, è il decreto sicurezza-bis. Quest’ultimo segue quello licenziato solo qualche mese fa. Un Salvini decisamente in confusione. Guardiamo, ad esempio, il caso dell’attentato alla Polizia Municipale di Mirandola, fatta da un giovane immigrato già espulso. Invece di reagire come Ministro dell’Interno e annunciare i provvedimenti per evitare altri casi, ha commentato dando la colpa agli sbarchi. Non è contento delle norme già introdotte, che stanno facendo aumentare gli irregolari presenti nel Paese. Vuole introdurre ulteriori norme per combattere gli sbarchi che diceva di aver debellato. Norme che sono in parte illegittime e tutto questo per mostrare che è sempre lui che comanda e detta le regole anche per altri. Visto che nel decreto bis ha inserito norme che aumentano il peso del suo Ministero sottraendo competenze ad altri soggetti.

Conte chiama in causa Mattarella per fermare Salvini

Il Presidente del Consiglio Conte è sfiancato dalle continue mediazioni, che però mediazioni non erano. In quanto si è limitato a portare avanti di volta in volta i provvedimenti di Salvini e Di Maio così come li volevano i dioscuri. E’ ormai in totale confusione, non riuscendo più a reggere alle incalzanti richieste dei “due” . Quindi, chiama in causa il Quirinale per bloccare Salvini e il suo decreto sicurezza-bis.

La ‘vigliaccata istituzionale’ del Presidente del Consiglio

E’ un’autentica ‘vigliaccata istituzionale’. Che non fosse all’altezza del compito era di tutta evidenza e lo ha dimostrato in questo anno di governo. Dove è stato sempre sovrastato dai suoi duellanti vice-premier. Coinvolgere il Presidente della Repubblica in una disputa che è solo politica, per cercare di nascondere la sua impotenza nei confronti dei “due” è un’autodenuncia. Ormai è chiaro: non è in grado di svolgere il compito. A questo punto è proprio arrivato il momento, con uno scatto residuo di dignità, di rassegnare le dimissioni. Tranquilli non lo farà!

Mario Balzano

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