Di Maio l’arrivista e quel bacio profetico con Salvini

Di Maio l’arrivista e quel bacio profetico con Salvini

Di Maio, ha concluso la manifestazione di Napoli del M5S dichiarando trionfante che il Movimento governerà per i prossimi dieci anni. Perché alle elezioni sia che vinca la destra, sia che vinca la sinistra i 5 Stelle saranno sempre decisivi per la formazione del Governo. Quindi, i vincitori dovranno allearsi con il M5S. Una manifestazione politica di un movimento che aveva nella sua bandiera l’antipolitica, il cambiamento, il rifiuto di qualsiasi alleanza con gli altri partiti. Tutti demonizzati attraverso le parole del suo capo politico. Ora, invece, diventa un partito di arrivisti che hanno come unico obiettivo la conquista del potere, quel potere che avevano deciso di combattere.

Di Maio ha mostrato di essere un politico cinico come nessuno prima di lui

Nessuna meraviglia su quanto sta accadendo al M5S. Perché Di Maio ha già dimostrato al Paese che può fare alleanza sia con la Lega, che alimenta l’odio razziale e propone leggi autoritarie, sia con il PD, che persegue una politica sociale più marcata. O almeno dovrebbe, in contrasto con quelle portate avanti dal precedente governo. L’obiettivo dichiarato è quello di stare comunque al potere. Non si era mai visto un atteggiamento così cinico di un politico. Il quale, non solo davanti ai suoi, ma anche davanti al Paese , dichiara apertamente il suo “qualunquismo” becero. Per chi non lo sapesse questo termine è stato usato sprezzantemente in passato per definire quei politici senza bandiera. Quelli che popolavano il Parlamento della Repubblica.

Conte si atteggia a leader del M5S, suscitando invidia e preoccupazione in Di Maio

Le sue parole sono state accolte con una ovazione dai presenti. Segno che in questo caso si tratta di un movimento qualunquista. In platea erano presenti, Casaleggio, che gongolava nel vedere i propri figliocci entusiasti. E Grillo, vestito da clown, che in questo modo dava un’evidente impronta alla manifestazione. Era presente anche il premier Conte, che al momento della nomina per il suo secondo mandato si era affannato a dire che non era espressione del M5S. Invece nella kermesse si è espresso da leader del movimento, suscitando invidia e preoccupazione da parte di Di Maio. Visto che sono in tanti all’interno e all’esterno del M5S che lo vedono come il prossimo capo.

Il Governo è diviso sulla manovra, ma per la crisi bisognerà aspettare primavera

Anche Conte aveva dichiarato che quella del governo con Salvini sarebbe stata la sua unica esperienza politica. E che non pensava di fare un partito suo neanche quando era sulla cresta dell’onda. Deve averci ripensato e soprattutto si sarà detto che era inutile dannarsi per fare un partito “suo”. Dato che un partito c’è già, ed è più semplice impossessarsene. In attesa di sviluppi si discute sulla manovra economica con i partiti della maggioranza divisi sulle cose da fare. Ognuno cerca di mettere la bandierina su un proprio provvedimento. Ma i soldi sono pochi e alla fine qualcuno dovrà rinunciare. Perché al punto in cui siamo una manovra deve essere fatta, per una crisi di governo bisognerà aspettare primavera.

Di Maio l’arrivista e quel bacio profetico con Salvini

Certo è l’ennesima occasione sprecata perché con l’abolizione del reddito di cittadinanza e quota 100 si potrebbero trovare parecchi miliardi. Per varare provvedimenti a favore dell’intera collettività. Ma Di Maio ha posto il veto e non vorrà perdere la faccia. Il premier Conte non ha le qualità per imporsi e Di Maio vuole tenere aperto quel canale con Salvini. Che nei suoi desideri potrebbe riaprirsi se dovesse fallire questa esperienza di governo. Non dimentichiamoci del bacio appassionato raffigurato nel murales. E’ stato profetico e si ritrova nel detto: il primo amore non si scorda mai.

Mario Balzano

Se Conte continuerà a fare solo quello che dice Di Maio questo Governo durerà poco