L’Italia è a pezzi, tra spread alle stelle, disoccupazione giovanile in salita e crescita piatta

Di Maio e Salvini fingono di litigare e intanto godono dei privilegi delle loro ‘poltrone’.

I conti del nostro Paese non tornano. Lo spread, già alto, sta ricominciando a salire, la disoccupazione giovanile è in risalita, la crescita è quasi piatta. Lo stesso Governo la stima allo 0,1%. L’Agenzia Standard & Poor’s che aveva confermato qualche mese fa il rating dell’Italia, già a livello basso, si appresta a prevederlo ancora più al ribasso. Portando i nostri titoli di Stato a livello di spazzatura.

I Comuni italiani sono in crisi o addiittura, come Roma, sull’orlo del fallimento

I Comuni italiani sono nella stragrande maggioranza in forte passivo e una ventina, a cominciare da Roma Capitale, sono sull’orlo del fallimento. I nostri governanti litigano “in modo posticcio” per fini elettorali e non si preoccupano di trovare rimedio a questi problemi enormi che affliggono il Paese.

Per fortuna esiste la società civile

C’è, per fortuna, una società civile che cerca comunque di andare avanti e lavora per il benessere e la prosperità. Provvede, con il volontariato, a rimediare alle mancanze strutturali della macchina statale. Ma l’insipienza e l’incapacità di questa classe dirigente rischia di rovinare anche quanto di buono ancora esiste.

L’aumento delle tasse renderà i poveri ancora più poveri

In primis con l’aumento delle tasse, soprattutto di quelle che incidono sulla produzione e sui consumi. Perché renderanno i poveri ancora più poveri, in quanto sono pagate nella stessa misura da ricchi e poveri. Inoltre, renderanno i nostri prodotti più cari e quindi meno competitivi nelle esportazioni. L’IVA, le accise sulla benzina, le tasse e l’IRPEF comunali e regionali colpiranno tutti i cittadini onesti che si ritroveranno sempre meno soldi in tasca.

Nel disastro più totale, questo Governo pensa solo a fare campagna elettorale

A fronte di tutto questo di che cosa discute il Governo? Di temi da campagna elettorale per marcare le differenze. E cercare di mantenere, nel caso del M5S, il consenso e di aumentarlo, nel caso della Lega, il più possibile. Il tutto mettendo in campo temi triti e ritriti sui quali si sono già spesi nelle campagne elettorali del passato. Quelli che sono svaniti quando sono diventati forza di Governo. La domanda che ci si pone è: fino a quando questa impostura resisterà?

Tra proclami e selfie, i conti non tornano

Si può anche differire con le interviste, le dichiarazioni alla stampa precompilate. Oppure i selfie con qualche deficiente che si fa fotografare con il personaggio di turno, da mostrare agli amici e parenti come un trofeo. Ma poi i conti non tornano e gli italiani, soprattutto i fanatici turpiloquianti del WEB, lo proveranno sulla loro pelle. E, allora, sarà interessante vedere le loro reazioni.

Fare il tifo è legittimo, purché non si chiudano gli occhi

Si può anche “tifare” per qualche esponente politico piuttosto che per un altro. Ma poi si deve uscire dal tifo e guardarsi attorno, misurare quel tifo con la propria condizione. Che è quella di essere un disoccupato, un precario, un affittuario, un pensionato al minimo, un sottopagato. Uno di quelli che prende meno del “fortunato” al quale arriva il reddito di cittadinanza stando a casa. Un piccolo commerciante vessato dalle tasse e da un affitto troppo oneroso, che lo fa solo sopravvivere. Almeno fino a quando non sarà costretto a chiudere.

Di Maio e Salvini fanno finta di litigare ma, nel frattempo, si godono i privilegi del “potere”

I governanti dovrebbero pensare a questo quando occupano certe poltrone. Non godere di passerelle televisive o posizioni dominanti sul WEB. Con cui approfittare della buona fede della gente inducendola a votarli e godere di conseguenza degli ampi privilegi. Quelli che gli vengono concessi con i soldi dei contribuenti. E’ uno schifo.

Mario Balzano

Di Maio e Salvini fingono di litigare e intanto godono dei privilegi delle loro ‘poltrone’.

Matteo Salvini è Presidente del Consiglio, Di Maio è il leader dell’opposizione e Conte non conta