“Meglio il reddito di cittadinanza che lavorare”

Di Maio e il M5S sono di destra. Altrimenti l’alleanza con la Lega di Salvini sarebbe impossibile.

“Conviene il reddito di cittadinanza”. L’ha dichiarato uno dei produttori di latte in Sardegna nel corso delle manifestazioni di protesta per ottenere un prezzo remunerativo. Questa espressione fa capire la situazione di disagio di chi lavora.

E’ il segnale che viene da chi è in difficoltà con il lavoro che svolge. Quelli che vedono premiare, con un provvedimento sciagurato, quale è il reddito di cittadinanza, il non lavoro. Non si è riflettuto abbastanza sull’opportunità di introdurre questo istituto. E’ un disincentivo che brucia risorse che potrebbero essere destinate agli investimenti per far crescere l’occupazione. In questo momento invece tiene banco un altro argomento che oscura i veri problemi. Stiamo parlando della richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini.

Il M5S è un partito di destra, come la Lega di Salvini e Fratelli d’Italia

Il voto espresso sulla piattaforma Rousseau ha sancito, seppure con un risultato di misura, quanto già si sapeva. Cioè che il M5S è un partito destrorso e così si spiega come possa reggere l’alleanza con la Lega, ma anche con Fratelli d’Italia. Salvini continua a portare avanti la sua politica, che è quella del manifesto elettorale concordato con Forza Italia e Fratelli d’Italia. Nel frattempo, però, sta anche sottraendo voti allo stesso M5S. La Lega infatti continua a crescere nei sondaggi. Ha raddoppiato i voti delle politiche e dal momento che anche Fratelli d’Italia cresce, gli elettori che la premiamo non possono che appartenere o a Forza Italia o al M5S. Questo, dando per scontato che non arrivino nè dal PD, nè da LEU, nè da altre formazioni di sinistra.

Naturalmente i voti della piattaforma Rousseau non sono limpidi. Lo dimostrano le polemiche di chi non è riuscito a votare e di chi ha votato contro. Ma è quanto voluto dalla Casaleggio Associati che in questo momento è arroccata sulle posiszioni di potere derivanti dall’essere al Governo. Continuerà su questa strada, anche a costo di ripudiare tutto quanto è stato sempre detto in passato. Salvini questo lo sa e cercherà di mantenere l’attuale assetto governativo. Almeno fino a quando non sarà sicuro che potrà fare a meno dei 5 Stelle.

Salvini è forte nei sondaggi, ma la crisi economica incombe

Purtroppo in tutto questo manca un progetto per il Paese che possa consentirgli di crescere. C’è bisogno, infatti, di crescere, superando le cause della crisi che in questo momento affligono l’Italia. Lo spread si mantiene, per adesso, sui 270 punti base. I dati sulla produzione sono a meno 5,30% e il fatturato è in calo al 7,30% rispetto all’anno precedente.

Tra qualche giorno ci saranno le valutazioni dell’agenzia di rating FITCH. Se saranno negative, come si prevede, creeranno ulteriori fibrillazioni sui conti. Ciò comporterà una difficoltà di reperire sul mercato le risorse per sostenere i tanti provvedimenti annunciati. Il Governo, perciò, sarà costretto ad una manovra correttiva, tutta lacrime e sangue, nonostante le rassicurazioni di Conte e Tria.

Ma perché parlare di crisi? Meglio distrarsi un (bel) po’

Di questo si parla poco. E’ più comodo cavalcare argomenti molto più opinabili e distogliere l’attenzione da quelli più seri che toccano il mantenimento del nostro livello di vita. La gente è convinta che il benessere acquisito sia solo migliorabile. Invece, politiche messe in campo rischiano di peggiorare le cose. Ciò comporterà un aumento della povertà e tanta incertezza per il futuro. Intanto si discute e ci si accapiglia come i polli di Renzo di manzoniana memoria.

Mario Balzano

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