Di Maio è un abilissimo venditore da fiera

Di Maio danneggia INAIL e INPS per finanziare quota 100 e reddito di cittadinanza

Il Ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, non smette mai di stupire. Quando deve propagandare il proprio prodotto, raggiunge i livelli più alti dei venditori delle fiere dove si propone di tutto. Anche cose inutili.

Ha annunciato di aver ridotto il costo del lavoro abbassando i premi INAIL, in una conferenza stampa. Guarda caso, non è stata fatta presso la sede dell’Istituto. Sembrerebbe, a prima vista, che finalmente il Governo si stia occupando di abbassare il costo del lavoro. Ma non è questo il sistema per farlo e vi spieghiamo il perché.

L’INAIL è in difficoltà e le conseguenze le pagheranno i contribuenti

Una volta c’era l’INAIL che gestiva autonomamente l’incasso dei premi pagati dai datori di lavoro. Questo per per far fronte agli indennizzi degli infortunati sul lavoro ed i reddituari, che sono coloro che hanno subìto un infortunio con postumi. Quindi, hanno diritto ad una rendita (si chiama così la pensione erogata dall’INAIL).

La gestione autonoma delle risorse faceva sì che con una organizzazione adatta allo scopo riuscisse a far fronte alle proprie incombenze istituzionali. La situazione, negli anni duemila, è cambiata. L’Istituto è stato costretto a rinunciare alla propria autonomia finanziaria e di conseguenza, se va in passivo col bilancio, deve attingere alla fiscalità generale. Cioè ai soldi dei contribuenti e non dei soli datori di lavoro.

Di Maio danneggia INAIL e INPS per finanziare le sue folli promesse elettorali

Questa premessa serve per far capire che gli incassi ridotti con il provvedimento, che taglia del 30% mediamente i premi dovuti, in un eventuale passivo di bilancio dell’INAIL, se li devono accollare tutti i contribuenti. Siccome già attualmente l’Istituto registra un passivo di bilancio, c’è da pensare che con lo sconto, da applicare a seguito del provvedimento, il passivo aumenterà. Questo significa che l’abbassamento del costo del lavoro, con i premi INAIL, è solo un trasferimento del debito dall’INAIL alle Imposte Generali. Visto che è impensabile ridurre le prestazioni.

Tutto questo perché bisogna trovare i soldi per il reddito di cittadinanza e quota 100. Le farneticazioni che accompagnano questi provvedimenti sono uno schiaffo al buonsenso. Un ulteriore colpo alla situazione economica del Paese. I datori di lavoro che erano i soli finanziatori dell’INAIL, pagheranno meno per i premi. Ma insieme a tutti i contribuenti dovranno pagare più tasse, perchè la coperta è corta e non si può togliere da una parte e prendere dall’altra.

Solo lo sprovveduto Di Maio poteva annunciare con enfasi un provvedimento deleterio per la nostra economia.

Per fare i provvedimenti promessi improvvidamente in campagna elettorale, si mette in difficoltà l’agibilità di Enti che hanno una storia e svolto un ruolo unico per il Paese. Il discorso infatti riguarda anche l’INPS. Con quota 100 e il conseguente aumento del numero dei pensionati, unita alla diminuizione della forza lavorativa, vedrà aumentare il proprio passivo di bilancio. Anche questo da finanziare con la fiscalità generale.

Solo uno sprovveduto e ignorante come Di Maio, poteva ancora una volta annunciare con enfasi un provvedimento che non ha niente di positivo. Anzi metterà in crisi ancora di più il mondo del lavoro. Inoltre, danneggerà una istituzione che è stata punto di riferimento unico nel settore del welfare italiano.

Sicuramente l’INAIL per esigenze di bilancio dovrà fare dei tagli. Il primo che si proporrà sarà la riduzione dei fondi per la prevenzione. In un mondo del lavoro che registra una recrudescenza delle morti sul lavoro, si commette un crimine verso i lavoratori. Perché questi ultimi, per guadagnarsi da vivere, mettono a rischio la propria salute e il benessere dei propri cari. Sic nuntiavit Di Maio (Così annunciò Di Maio).

Mario Balzano

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