L’accordo

Decreto Agosto il «bonus» se si paga con carte e app fondo casalinghe aiuti all’auto Le novità

Lorenzo Salvia per corriere.it

Dopo l’ennesima giornata di vertici e ritocchi, il consiglio dei ministri approva il decreto legge «Agosto». Con un intervento complessivo da 25 miliardi di euro per sostenere un’economia in ginocchio causa pandemia. Il tutto a tarda sera, come al solito. E con un testo ancora da mettere a punto, come al solito. Per questo il via libera arriva con la nuova formula del «salvo intese tecniche». L’accordo politico c’è ma ci sono ancora alcune cose da verificare sui numeri e sulle procedure.

Decreto Agosto il «bonus» se si paga con carte e app fondo casalinghe aiuti all’auto Le novità – L’assalto alla diligenza

I nodi più stretti erano stati sciolti giovedì sera, in particolare quello sulla proroga per il blocco dei licenziamenti. Come previsto la data non è più uguale per tutti ma viene agganciata alla fine della cassa integrazione per le singole aziende. E quindi spalmata tra metà novembre e fine anno. A far ballare il testo fino all’ultima curva, e forse ancora nei prossimi giorni, è stato invece il denso capitolo bonus. Il Movimento 5 Stelle premeva per quello sui ristoranti, con il rimborso diretto del 20% del conto al cliente. Una parte del Pd premeva per estendere il meccanismo anche ad altri settori, dall’abbigliamento ai mobili. Raccontano che a un certo punto Roberto Gualtieri abbia perso la pazienza, parlando di assalto alla diligenza, immagine classica di ogni manovra.

E in effetti, anche se siamo ad agosto e non a Natale, questo decreto vale proprio come una legge di Bilancio. Alla fine il ministro dell’Economia, insieme al premier Giuseppe Conte, ha chiesto a tutti di dare priorità a misure strutturali e non estemporanee. È questa la «rimodulazione degli interventi» di cui lo stesso Gualtieri ha parlato nella conferenza stampa alla fine della riunione di governo. Il bonus ristoranti, sul quale il Movimento 5 Stelle si era speso pubblicamente, è stato compensato con un anticipo del cashback, il piano di mini-sconti e lotteria degli scontrini riservato a chi acquista con carte di credito, bancomat e app. Sarebbe dovuto partire a gennaio del prossimo anno, si comincerà invece a novembre. Non è la stessa cosa, ma limita le perdite.

“Far ripartire il Sud significa far ripartire tutto il Paese”

Sempre nel capitolo bonus resta quello per i ristoratori che acquistano prodotti del made in Italy, dal vino alla carne. Che rischiano di non avere mercato anche per il calo dei consumi. Ma anche questo ha ballato almeno sulla dotazione che alla fine arriva a 600 milioni di euro. Al punto che la ministra per le Politiche agricole Teresa Bellanova, sponsor della misura, ha lasciato la clinica dove si trovava per una serie di accertamenti. Questo pur di partecipare alla seduta di Palazzo Chigi, che ha approvato anche la delega per la riforma del Csm.

Regge anche il contributo a fondo perduto per i commercianti (e anche per i tassisti e gli Ncc) delle città d’arte. Ovvero i capoluoghi che vivono di turisti stranieri, con presenze pari ad almeno tre volte i residenti. In tutto sono 29 città, da Venezia a Siena, passando per Urbino. La misura è stata voluta dal ministro dei Beni culturali Dario Franceschini. Ed è stata considerata non estemporanea perché non si tratta di uno stimolo ai consumi dagli effetti incerti. Ma dell’indennizzo parziale per un danno che invece, con lo stop del turismo internazionale, è invece più che certo.

Lo stop sui micro-bonus per i consumi ha fatto spazio al piano per il Sud, messo a punto dal ministro Giuseppe Provenzano, e che è entrato all’ultimo momento nel decreto. Il taglio dei contributi a carico delle aziende è del 30% e partirà già dal prossimo ottobre. Ma soprattutto, Bruxelles permettendo, dovrebbe restare in vigore fino al 2030 anche se con uno sconto che scende progressivamente. E, come dice lo stesso Gualtieri, «far ripartire il Sud significa far ripartire tutto il Paese».

Decreto Agosto il «bonus» se si paga con carte e app fondo casalinghe aiuti all’auto Le novità – Niente bonus ristorante, al suo posto rimborsi se si paga con carte e app

L’idea iniziale era rimborsare al cliente il 20% del conto, per sostenere uno dei settori più colpiti dalla crisi. Ma alla fine il bonus ristoranti non c’è. Viene rimpiazzato dall’anticipo del cashback. Ovvero il meccanismo di mini rimborsi e premi per chi paga con carta di credito, bancomat e app, che si applica a una serie di attività, ristoranti compresi. Sarebbe dovuto partire a gennaio dell’anno prossimo, si comincerà a novembre. Per i ristoratori resta l’incentivo per acquistare prodotti made in Italy. Mentre per i negozi dei centri storici delle città d’arte, sono 29 i ristoranti sono compresi, ci sarà un indennizzo fino al 20% della differenza tra il fatturato del giugno di quest’anno e quello del 2019.

Blocco dei licenziamenti, scadenza spalmata tra novembre e dicembre

Diventa mobile il blocco dei licenziamenti. Il divieto, che scadeva il 17 agosto, non finirà nello stesso giorno per tutte le aziende. Sarà ancora valido per quelle aziende che hanno ancora la possibilità di usare una parte delle 18 settimane di cassa integrazione introdotte per la crisi causata dalla pandemia. Le aziende che invece non possono più usare la cassa integrazione, perché hanno usato tutte le 18 settimane, potranno invece licenziare. In questo modo la scadenza del blocco arriverà, a seconda dei casi, tra il 17 novembre e il 31 dicembre. È anche un modo per spalmare l’eventuale ondata di licenziamenti. Ondata che altrimenti, con una data unica, sarebbe potuta arrivare in un colpo solo.

Decreto Agosto il «bonus» se si paga con carte e app fondo casalinghe aiuti all’auto Le novità – Le imprese: Cig più selettiva, contributi per avere una seconda tranche

Diventa selettiva la cassa integrazione per le aziende in difficoltà a causa della pandemia. Cosa vuol dire? La seconda tranche di nove settimane di cassa verrà concessa solo alle aziende che hanno già esaurito la prima tranche, sempre di nove settimane. Ma le imprese dovranno pagare un contributo aggiuntivo legato all’andamento del fatturato nel primo semestre di quest’anno rispetto allo stesso periodo del 2020. Se non ci sono stati cali, il contributo aggiuntivo sarà pari al 18% della retribuzione del lavoratore in cassa. Con un calo fino al 20%, il contributo scende al 9%. In caso di calo superiore al 20%, infine, il contributo aggiuntivo viene azzerato.

Tasse sospese durante il lockdown saldate in 24 rate

Le tasse sospese nei mesi del lockdown non andranno più saldate entro la fine dell’anno ma in due anni, con 24 rate mensili. Il primo appuntamento con il Fisco non viene spostato e resta fermo al 16 settembre, tra poco più di un mese. Ma le rate saranno molto più leggere perché da 4 diventano 24. A essere diluiti sono i versamenti di tasse, contributi e ritenute previsti per i mesi di marzo, aprile e maggio. Gli acconti delle tasse previsti a novembre slitteranno ad aprile per gli autonomi che abbiano registrato perdite di fatturato di «almeno il 33%» nel primo semestre di quest’anno. Lo slittamento della scadenza interessa professionisti e lavoratori autonomi in regime forfettario.

Decreto Agosto il «bonus» se si paga con carte e app fondo casalinghe aiuti all’auto Le novità – Occupazione: Contratti a termine, rinnovo più facile. Naspi prorogata

Sarà più facile il rinnovo dei contratti a termine, che coprono gran parte dei posti di lavoro persi a causa dell’emergenza. Per i rinnovi dopo i dodici mesi non sarà necessario indicare la causale, che rende più complesso il prolungamento. Chi ha in scadenza il sussidio di disoccupazione, la Naspi per i dipendenti e la Dis-Coll per i collaboratori, avrà una proroga di due mesi. Ci sono mille euro di bonus una tantum per gli stagionali del turismo, per i lavoratori del settore termale e dello spettacolo. C’è un mese in più di reddito d’emergenza per chi è ancora in condizioni di bisogno. C’è un fondo per la formazione delle casalinghe. Ma dentro ci sono solo 3 milioni di euro. Uno spot.

Fiscalità di vantaggio: Sconto del 30% sui contributi per le aziende al Sud

Nel decreto entra il piano Sud con la fiscalità di vantaggio per le aziende che hanno sede nel Mezzogiorno. Cosa vuol dire? C’è un taglio del 30% dei contributi previdenziali a carico delle imprese. Ma senza effetto negativo sulle future pensioni dei dipendenti che vengono compensati dallo Stato. La misura parte dal primo ottobre e arriva fino alla fine dell’anno. Ma nelle intenzioni dovrebbe essere strutturale, cioè valida anche nei prossimi anni. Anche se con uno sconto decrescente: resterebbe al 30% fino al 2025, per poi scendere al 20% fino al 2027, e infine al 10% fino al 2029. Per i prossimi anni, i fondi arriverebbero dal Recovery plan, il piano di aiuti dell’Unione europea.

RECOVERY FUND CONTE CONTINUA A PARLARCI DEL PROBLEMA MA NON CI DA’ LA SOLUZIONE