Coronavirus misure al palo l’80 per cento dei decreti attuativi è ancora da varare

Coronavirus misure al palo l’80 per cento dei decreti attuativi è ancora da varare

da corriere.it

Fatta la norma, tutto è ancora fermo. E a rischio. Le misure anti-Covid proposte dal governo sono al palo. Dopo l’approvazione, si scontrano con il secondo step necessario per la loro realizzazione: i decreti attuativi. Le norme, cioè, che li rendono operativi. Dal bonus per le biciclette e i monopattini alle ristrutturazioni, molte sono le leggi ancora in attesa. Uno studio di Openpolis mette in luce il fatto che i 13 decreti legge emanati dall’esecutivo che riguardano l’emergenza richiedono la bellezza di 165 decreti attuativi, che riguardano 17 ministeri. Soltanto 31, finora, sono stati approvati.

Soltanto il 19%, dunque. Quasi uno ogni cinque. E in alcuni casi, alcuni provvedimenti come il decreto liquidità (o su 12 decreti attuativi adottati) e il decreto studi epidemiologici (o su 1) sono fermi al palo. La macchina organizzativa tocca soprattutto il ministero dell’economia e delle Finanze (con 36 decreti attuativi in carico). Seguito dai dicasteri dell’Istruzione (13), dello Sviluppo economico (13) e del lavoro (12). Fanalini di cosa Innovazione e Politiche giovanili con un solo decreto attuativo in cantiere.

I ritardi dell’esecutivo potrebbero presto avere dei riscontri anche sulla vita dei cittadini

Ma i ritardi dell’esecutivo potrebbero presto avere dei riscontri anche sulla vita dei cittadini. Perché alcuni provvedimenti sono a rischio. Il 18 giugno scadono i termini per due decreti attuativi legati alla maxi-detrazione prevista dall’ecobonus «ristrutturazione-sisma». Fermi anche i decreti attuatici legati agli incentivi per la mobilità (e quindi legati all’acquisto di bici e monopattini elettrici).

«Cittadini, imprese e società civile sono quindi in attesa che le proposte del governo trovino piena attuazione», scrive Openpolis. «Una situazione che sta lasciando molte situazioni in bilico, con un’incertezza normativa non indifferente». E prosegue: Mai come in questa fase la distanza tra comunicazione e realtà sembra ampia». «La ripresa economica e sociale del Paese — sottolinea Openpolis — passa anche per la tempestiva azione del governo».

CONTE E’ ALLA GUIDA DEL PAESE MA NON HA LA PATENTE