Coronavirus la diretta Nicola Zingaretti “Sono postivo al tampone”

Coronavirus la diretta Nicola Zingaretti “Sono postivo al tampone”

da ilfattoquotidiano.it

L’assunzione di 20 mila tra medici e personale sanitario, processi a porte chiuse o rinviati a giugno. Acquistare immediatamente macchine e strutture necessarie per potenziare del 50% i posti in terapia intensiva sul territorio nazionale. La possibilità di requisire alberghi da trasformare in luoghi di assistenza domiciliare collettiva e accelerare le procedure per l’acquisto di materiale. Il governo tenta di correre ai ripari con misure ancora più drastiche. Per cercare di arginare la diffusione del coronavirus che ha contagiato anche il presidente della Regione Lazio e capo politico del Partito Democratico Nicola Zingaretti. È stato lui stesso ad annunciarlo con un video su Facebook. “I medici mi hanno detto che sono positivo al Covid-19. Sto bene ma dovrò rimanere a casa per i prossimi giorni. Da qui continuerò a seguire il lavoro che c’è da fare. Coraggio a tutti e a presto”, ha spiegato rassicurando sulle sue condizioni di salute.

L’auspicato rallentamento del virus per ora non si è verificato

A due settimane dal primo decreto con l’indicazione delle misure di contenimento e l’individuazione dei primi 11 comuni da mettere in quarantena – dieci nel lodigiano e Vò Euganeo in provincia di Padova – i numeri dicono che il contagio si è tutt’altro che arrestato. I malati sono 4.636, 620 in più in un giorno, 25 l’ora, con il primo caso in Vaticano, 197 morti, il 4,25% del totale dei contagiati. Tutte le regioni d’Italia hanno casi con cui confrontarsi. La Lombardia in particolare, al momento la più esposta, ha oltre il 50% degli attuali contagiati e 309 pazienti ricoverati in terapia intensiva sui 462 totali in Italia. Cresce anche il numero dei guariti, ma non alla stessa velocità: sono 523.

L’auspicato rallentamento del virus per ora non si è verificato motivo per cui Regione Lombardia e governo si preparano ad istituire una nuova zona rossa. In Val Seriana, un’area dove vivono 25mila cittadini in provincia di Bergamo, in particolare tra i comuni di Nembro e Alzano Lombardo, i più interessati dal virus. La decisione è attesa oggi, ma il governatore Fontana non esclude l’ipotesi della “chiusura” di tutto il territorio lombardo per un mese. In modo da provare a rallentare l’espansione dei contagi verso le altre regioni. Una misura questa, che secondo Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, “non avrebbe senso”. Anche se – ha precisato – “non sono io la persona che decide. Sono solo uno dei membri del comitato tecnico scientifico che riferisce alla presidenza del Consiglio le valutazioni”.

Coronavirus la diretta Nicola Zingaretti “Sono postivo al tampone”

Il governo oggi dovrà anche decidere se prolungare o meno l’isolamento delle aree già in quarantena: “Stiamo valutando una serie di misure da prendere in generale nella regione. Come nelle altre zone a rischio”, ha spiegato il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro auspicando che vengano valutate delle misure sanzionatorie per chi viola la quarantena o le regole sanitarie diffuse in questi giorni. “Non è una bravata – ha detto – stiamo studiando eventuali conseguenze per un atto di questo tipo”.

A due settimane dal primo caso del 38enne di Codogno, la situazione è ancora tutta in divenire. Con il Covid-2019 che preoccupa seriamente anche gli altri Stati del Vecchio continente, che iniziano a fare i conti con l’epidemia così come già accaduto in Italia. L’Austria ha deciso di istituire dei controlli sanitari alla frontiera italiana. Si tratta – ha spiegato il cancelliere austriaco Sebastian Kurz – di verifiche mirate che avranno “una durata limitata di due settimane”. Ma anche il resto del mondo sta isolando sempre di più il nostro Paese. L’ultimo caso è quello delle Maldive, che ha annunciato il divieto di ingresso per i viaggiatori provenienti dall’Italia a partire dalla mezzanotte di oggi e di sbarco per le navi da crociera.

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