Coronavirus Conte vuol far ripartire la macchina Italia ma tenendo il freno a mano tirato

Coronavirus Conte vuol far ripartire la macchina Italia ma tenendo il freno a mano tirato

Si vuole far ripartire la macchina tenendo il freno a mano tirato. E’ quanto sta accadendo al Governo ancora concentrato sul Covid-19, e poco impegnato nell’elaborazione di progetti. Che dovrebbero consentire al Paese di ripartire economicamente. Le grida di allarme si moltiplicano e vanno dalla relazione del Governatore della Banca d’Italia, Visco, alle lamentele delle categorie produttive. Con in testa il neo Presidente di Confindustria, Bonomi, che ha affermato che il Governo, con la sua assenza di programmi, potrebbe procurare più danni del Coronavirus. Anche i sindacati a partire da Landini della CGIL, protestano e invocano un patto sociale. Per dare sbocchi alle tante crisi aziendali, già in atto prima del virus e poi aggravate dallo stesso.

Il premier continua a snocciolare promesse

La situazione è oggettivamente pesante, perché la scelta del Governo di affrontare prima la crisi epidemica, tralasciando tutte le altre priorità, ha portato alla paralisi del Paese. Paralisi che si sta traducendo in una diminuzione del PIL che va dal 9% al 13%, nelle previsioni della Banca d’Italia. Una eventualità che tradotta in parole povere significa fallimento del Sistema Paese. Le sfide che si prospettano richiederebbero una determinazione e una chiarezza di intenti che, a quanto si riesce a capire, latitano nel Governo. Il dibattito, almeno a livello di informazione sui media, si incentra ancora sulle misure da adottare per affrontare le code del Coronavirus. Sull’apertura totale o parziale di immaginari confini interni, sulla sfiducia a Bonafede o sul processo a Salvini. Quando però si prova a parlare di programmi, si sentono voci divergenti dai vari esponenti di Governo. Segnale evidente dell’assenza di programmi già pronti, come dovrebbero essere in queste circostanze, e si parla sempre e comunque di progetti tutti da sviluppare. Quindi siamo ancora e sempre di più alle promesse che ormai da due anni il Presidente Conte continua a snocciolare.

Coronavirus Conte vuol far ripartire la macchina Italia ma tenendo il freno a mano tirato

Il Segretario PD, Zingaretti, ancora ieri parlava della necessità di mettere in piedi un patto tra maggioranza e opposizione per marciare insieme nella ricostruzione del Paese. A parte il fatto che Conte è da tempo che parla di intese in tal senso, sempre negate dalle opposizioni. Ma, comunque, si può ipotizzare un patto del genere quando si fa fatica a mettersi d’accordo anche all’interno della stessa maggioranza? Evidentemente non è possibile, anche perchè l’opposizione è convinta che quanto prima si andrà alle urne e vincerà a mani basse.

L’unica strada sarebbe quella di fare un grande patto con le componenti sociali del Paese e applicarlo senza tergiversare. Purtroppo avviene il contrario. Si fanno le trattative tra le varie anime del Governo, che si rivelano difficoltose e si concludono quasi sempre con un compromesso su cui Conte mette il cappello. A questo punto quando provano a calare i provvedimenti nel Paese reale, si registra la rivolta o della componente industriale o della parte sindacale o del volontariato. E di tutte quelle categorie che con il loro apporto tengono in piedi il Paese.

Si rischia il declino del Paese e la messa in discussione della pace sociale

C’è chi si meraviglia, nel Governo, che questo accada perché nella loro pochezza di governanti pensano (udite, udite) che una volta che si sono messi d’accordo loro, andrà bene a tutti. E’ la reazione di chi pretende di governare il Paese e non lo conosce, è l’insipienza di chi crede che basta fare un decreto per risolvere un grande problema sociale. E’ la improntitudine di chi non vuole rischiare la poltrona e spara cazzate nelle interviste, rifugiandosi in dichiarazioni manieristiche che non spiegano nulla. Siamo però arrivati a un momento cruciale, nei prossimi mesi si dovranno fare scelte, anche impopolari, che consentano al Paese di ripartire. Non promesse, ma progetti chiari e realistici. In mancanza si corrono grandi rischi che vanno dal declino del Paese alla messa in discussione della pace sociale.

Mario Balzano

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