Coronavirus Benedizione ‘Urbi et Orbi’ Papa Francesco e la sua supplica “Non lasciarci in balia della tempesta”

Coronavirus Benedizione ‘Urbi et Orbi’ Papa Francesco e la sua supplica “Non lasciarci in balia della tempesta”

da avvenire.it

Davanti al deserto colonnato di San Pietro, sotto una pioggia battente, risuonano ancor più forti le parole di Papa Francesco: “Da settimane sembra che sia scesa la sera. Presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa. Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati. Ma tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda. Su questa barca ci siamo tutti”. Papa Francesco, dicevamo, parla nel silenzio vuoto della piazza, dal sagrato della Basilica vaticana. Da lì chiede a tutti i fedeli di unirsi spiritualmente attraverso i mezzi di comunicazione. Tutti uniti, insomma, per dare voce a un’invocazione comune in questo tempo di emergenza sanitaria. Un’emergenza che coinvolge tutto il Pianeta.

Una preghiera non ordianaria, della durata di circa un’ora, che prevede l’ascolto del Vangelo e la supplica davanti al Santissimo Sacramento, esposto sull’altare nell’atrio della Basilica. Infine, oltre alla possibilità di ricevere l’indulgenza plenaria, c’è anche il rito della benedizione eucaristica ‘Urbi et Orbi’. Come avviene avviene a Natale e Pasqua, affinché la terribile epidemia causata dal Covid-2019, che sta falcidiando il mondo intero, possa fermare la sua corsa.

Con le sue parole, Papa Francesco ricorda un episodio raccontato nel Vangelo di Marco

Con le sue parole, Papa Francesco ricorda un episodio raccontato nel Vangelo di Marco. Quello, cioè, che vede Gesù calmare la tempesta. «Fitte tenebre si sono addensate sulle nostre piazze, strade e città. Si sono impadronite delle nostre vite. Riempendo tutto di un silenzio assordante e di un vuoto desolante, che paralizza ogni cosa al suo passaggio. Si sente nell’aria, si avverte nei gesti, lo dicono gli sguardi.

Quindi, afferma ancora il Santo Padre, <<ci siamo ritrovati impauriti e smarriti. Come i discepoli del Vangelo siamo stati presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa». Poi, sottolinea come questa tempesta abbia smascherato e lasciato senza protezione tutte le false sicurezze, che erano in cima alle <<nostre agende, i nostri progetti, le nostre abitudini e priorità. I nostri ‘ego’ sempre preoccupati della propria immagine». E ha lasciato «scoperta, ancora una volta, quella (benedetta) appartenenza comune alla quale non possiamo sottrarci. L’appartenenza come fratelli>>.

Coronavirus Benedizione ‘Urbi et Orbi’ Papa Francesco e la sua supplica “Non lasciarci in balia della tempesta”

Papa Francesco torna nuovamente sulle parole del passo evangelico, quando leggiamo «Maestro, non t’importa che siamo perduti?». Il Santo Padre si sofferma proprio su quel «Non t’importa» detto dai discepoli pensando «che Gesù si disinteressi di loro, che non si curi di loro». «Tra di noi, nelle nostre famiglie, una delle cose che fa più male è quando ci sentiamo dire: “Non t’importa di me?”. Questa frase, spiega il Pontefice, <<ferisce e scatena tempeste nel cuore. Avrà scosso anche Gesù. Perché a nessuno più che a Lui importa di noi. Infatti, una volta invocato, salva i suoi discepoli sfiduciati>>.

Papa Francesco ci invita ad accogliere questo tempo di prova come «un tempo di scelta». Non è – ha affermato – il tempo del giudizio divino, «ma del nostro giudizio. Il tempo di scegliere che cosa conta e che cosa passa, di separare ciò che è necessario da ciò che non lo è. È il tempo di reimpostare la rotta della vita verso di Te, Signore, e verso gli altri. E possiamo guardare a tanti compagni di viaggio esemplari, che, nella paura, hanno reagito donando la propria vita>>.

“Nessuno si salva da solo”

«È la vita dello Spirito capace di riscattare, di valorizzare e di mostrare come le nostre vite sono tessute e sostenute da persone comuni – solitamente dimenticate – che non compaiono nei titoli dei giornali e delle riviste. Né nelle grandi passerelle dell’ultimo show ma, senza dubbio, stanno scrivendo oggi gli avvenimenti decisivi della nostra storia. Medici, infermieri e infermiere, addetti dei supermercati, addetti alle pulizie, badanti, trasportatori, forze dell’ordine, volontari, sacerdoti, religiose. E tanti ma tanti altri che hanno compreso che nessuno si salva da solo. Davanti alla sofferenza, dove si misura il vero sviluppo dei nostri popoli, scopriamo e sperimentiamo la preghiera sacerdotale di Gesù: “che tutti siano una cosa sola”».

«Quanta gente esercita ogni giorno pazienza e infonde speranza – sottolinea nella sua meditazione il Papa – avendo cura di non seminare panico ma corresponsabilità. Quanti padri, madri, nonni e nonne, insegnanti mostrano ai nostri bambini, con gesti piccoli e quotidiani, come affrontare e attraversare una crisi. Riadattando abitudini, alzando gli sguardi e stimolando la preghiera. Quante persone pregano, offrono e intercedono per il bene di tutti. La preghiera e il servizio silenzioso: sono le nostre armi vincenti».

Coronavirus Benedizione ‘Urbi et Orbi’ Papa Francesco e la sua supplica “Non lasciarci in balia della tempesta”

Papa Francesco ha voluto accanto a sé l’icona originale della Salus Populi Romani. E’ la nota venerata effigie mariana della Basilica di Santa Maria Maggiore, quella che la tradizione vuole realizzata da San Luca. Presente anche il Crocifisso dei Miracoli di San Marcello al Corso, alla cui intercessione prodigiosa si attribuisce la sconfitta del flagello della peste, che nel 1500 mise in ginocchio non solo la Città Eterna. Dopo l’atto di devozione compiuto dal Santo Padre il 15 marzo scorso, è diventato anche sinbolo della pandemia del Coronavirus. La supplica si conclude con una particolare benedizione dal luogo che «che racconta la fede rocciosa di Pietro». <<Da qui vorrei affidarvi tutti al Signore, per l’intercessione della Madonna, salute del suo popolo, stella del mare in tempesta. Da questo colonnato che abbraccia Roma e il mondo scenda su di voi, come un abbraccio consolante, la benedizione di Dio. Signore, benedici il mondo, dona salute ai corpi e conforto ai cuori… non lasciarci in balia della tempesta».

Francesco G. Balzano

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