Conte non è il Premier ma solo lo strumento di Salvini e Di Maio per fare campagna elettorale

Conte non è il Premier ma solo lo strumento di Salvini e Di Maio per fare campagna elettorale

E’ stato forse un rigurgito di dignità quello del Premier Giuseppe Conte, nella conferenza stampa con i giornalisti. Utilizzando, però, un sistema singolare perchè secondo prassi doveva presentarsi in Parlamento. Finalmente ha detto la verità sul Governo dopo che, fino all’altro ieri, aveva rubricato le inconciliabili divergenze tra Salvini e Di Maio come semplici schermaglie elettorali.

Conte doveva fare il bene del Paese invece ha solo curato gli interessi di Salvini e Di Maio

Il messaggio ha come destinatari i suoi vice e arriva in ritardo di un anno. Visto che le cose che ha detto in conferenza doveva dirle quando si è insediato accettando quel ruolo di Capo del Governo. Ruolo che lo investiva della responsabilità di porre in essere politiche che non potevano essere utilizzate per soddisfare l’uno o l’altro dei due. Ma che, invece, dovevano essere destinate a fare il bene del Paese. Questo ruolo non lo ha svolto, anzi ha portato avanti le politiche richieste da Salvini e Di Maio al fine di mantenere le promesse fatte in campagna elettorale. Tutto ciò pur avendo coscienza che tali promesse non erano compatibili con la situazione economica dell’Italia.

Conte ha difeso reddito di cittadinanza e quota 100, anziché puntare su investimenti e occupazione

Ha difeso il reddito di cittadinanza e quota 100, provvedimenti fatti a debito, quando quelle risorse sarebbero servite per favorire investimenti e occupazione. Ha fatto intendere, con la complicità di presunti esperti, che quei provvedimenti avrebbero portato benessere. Perché sarebbero serviti come volàno di una crescita che solo lui riusciva a vedere. Dal momento che tutte le organizzazioni nazionali e internazionali li avevano bocciati non appena sono stati messi in campo.

Conte si è fatto sempre sostituire da Salvini e Di Maio nel ruolo di Premier

Ha lasciato campo libero a Salvini e Di Maio, nel tracciare i rapporti con gli altri Paesi che nel tempo hanno visto privilegiare i vari Putin, Trump, Cina, mai l’Europa. Creando, così, situazioni imbarazzanti e non prendendo posizioni nette nelle crisi internazionali. Ha permesso che ci fossero continue invasioni di campo dei ministri che si sostituivano a quelli competenti per materia. Inoltre, ha anche consentito ad un ministro di firmare in sua vece accordi internazionali.

Conte non è il Premier ma solo lo strumento di Salvini e Di Maio per fare campagna elettorale

Adesso crede di poter alzare la testa e imporre un’autorità che nessuno dei due vice premier gli riconosce. Ha persino fatto una battuta infelice quando ha parlato della sua disponibilità a ricoprire altri incarichi. Dichiarando che sarebbe stato disponibile anche ad allenare la Roma. Ecco, dietro questa battuta c’è la verità più grande, non esplicitata in passato da Giuseppe Conte. Per allenare una squadra di calcio ci vuole la giusta competenza. Così come per fare il Capo del Governo di un Paese bisogna avere la giusta capacità. Conte sarà senz’altro un bravo professore e un bravo avvocato (non del popolo). Ma il compito che era stato chiamato a svolgere era diverso. E, soprattutto, richiedeva una fermezza che in questo anno di governo non ha dimostrato di avere.

Mario Balzano

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