Conte esulta per aver risolto il caso Atlantia ma in realtà ha solo messo l’ennesima pezza

Conte esulta per aver risolto il caso Atlantia ma in realtà ha solo messo l’ennesima pezza

Siamo alle solite. Grande soddisfazione da parte delle forze di Governo per l’ accordo raggiunto su Autostrade, i cui contenuti saranno declinati nei prossimi mesi, e tutti si dichiarano vincitori. Sia chi voleva la revoca, e sia chi invece chiedeva un accordo con Atlantia di cui i Benetton, nemici dichiarati del M5S, detengono solo il 30%. Se si riflette ci si accorge che anche i Benetton sono soddisfatti, allora la domanda è: Chi ha perso? Lo sapremo solo quando questo accordo sarà messo per iscritto. Ma possiamo dire fin da ora che coloro che avevano chiesto la revoca toutcour della concessione non hanno ottenuto il risultato richiesto. Anche se viene richiamata una chiosa contenuta nell’accordo politico di massima che fa riferimento alla revoca, ancora sul tavolo, nel caso ci fossero intralci.

Di Maio è tornato ai proclami tipo “abbiamo sconfitto la povertà”

Atlantia è soddisfatta perchè con l’ingresso di capitali pubblici da parte di Cassa Depositi e Prestiti acquisisce garanzie per le proprie quote azionarie. Che infatti stanno recuperando rapidamente sui mercati il precedente valore. E’ su questo valore che si dovrà calcolare il costo per la Cassa Depositi e Prestiti al fine di acquisire il 33% della nuova società. La Cassa Depositi e Prestiti, per statuto non può, se non in modo provvisorio, partecipare a quella che sarà la new company che gestirà Autostrade al posto di ASPI. Per gestire la rete sarà necessario cercare nuovi partners per arrivare al 51% e avere quindi la maggioranza.

La frase più usata da coloro che spacciano questa operazione come un espoprio, quando invece si tratta semplicemente di un’ operazione finanziaria di mercato, è che Autostrade torna in mano ai cittadini. E che, dice Di Maio, le tariffe autostradali diminuiranno e aumenteranno gli investimenti. Siamo tornati ai proclami, tipo quello: “abbiamo sconfitto la povertà”. Fatto sta che non saremo di fronte ad uno Stato imprenditore, come titola qualche quotidiano. Ma sarà solo uno Stato che finanzia infrastrutture e partecipa direttamente alla gestione entrando nei CdA. Per questa operazione Cassa Depositi e Prestiti dovrà mettere in campo risorse ingenti che possono arrivare solo da un ulteriore indebitamento dello Stato.

Per quanto riguarda l’efficacia dell’intervento dovremo aspettare, ma non molto

Tra i soci di Atlantia ci sono anche i cinesi che hanno grande interesse ad aumentare la loro presenza nelle infrastrutture italiane. Prova ne sia il controllo già acquisito dei porti di Trieste e Monfalcone, che costituiscono la porta di ingresso via mare del centro Europa. Questi soci cercheranno di restare nella new company e la loro presenza non sarà certo un vantaggio per l’Italia. In tutta questa vicenda, che nella narrazione politica, era imperniata semplicemente sulla revoca o meno delle concessioni ad ASPI non si capisce ancora quale è il progetto del Governo. Visto che sembra ricicciare la solita formula “salvo intese”.

Per quanto riguarda poi l’efficacia dell’intervento dovremo aspettare, ma non molto. Vedremo se si metterà mano con efficienza ed efficacia ad uno dei settori più malandati del Paese. Croce e delizia di tutti gli automobilisti. Vedremo anche quanto costerà ai cittadini questa operazione, dal momento che dovremo pagare le azioni di Atlantia ai Benetton, ai cinesi e agli altri azionisti di riferimento. Non solo ma dovremo accollarci anche i debiti della società che ammonterebbero a circa 20 miliardi. Conte, esultante si può fregiare di aver messo fine ad una questione che va avanti ormai da circa due anni, senza averla risolta. E parte alla conquista dell’Europa soddisfatto per aver messo un’altra “pezza” sul suo percorso da premier.

CONTE PUNTA SOLO A MANTENERE LA POLTRONA IL PIU’ A LUNGO POSSIBILE POI LASCERA’ LA PATATA BOLLENTE AD ALTRI