Conte e il suo governo danno per scontato che il “recovery fund” arriverà ma non è nemmeno detto che l’UE lo approverà

Conte e il suo governo danno per scontato che il “recovery fund” arriverà ma non è nemmeno detto che l’UE lo approverà

“Se tutto andrà storto e il mondo si autodistruggerà, il Cosmo non verserà una sola lacrima per noi” (Albert Einstein). Vogliamo partire con questa citazione per commentare la situazione che si è venuta a creare a seguito dei contagi dovuti al Covid-19. Il mondo è in ansia a causa di un virus che gli scienziati ancora faticano a comprendere fino in fondo. E che oltre a procurare milioni di morti sta mettendo in ginocchio l’economia di tutti i Paesi del Globo.

Si ripropone, come è successo all’inizio dei contagi, il dualismo salute o lavoro, chiusura o apertura. Perchè se è vero che la salute è un bene primario da salvaguardare, è anche vero che non si può ridurre alla fame la popolazione. Perché è bene ricordare che un popolo ridotto alla fame si ribella e sfoga la propria rabbia verso il potere e verso il prossimo. E’ necessario ricordarlo perchè, se guardiamo in casa nostra e cioè nel nostro Paese, notiamo che non si avverte questo pericolo. Il Presidente del Consiglio e i rappresentanti del Governo, continuano a fare dichiarazioni ottimistiche parlando dei provvedimenti adottati e di quelli da adottare. Dando per scontato che i provvedimenti adottati sono stati efficaci e quelli che andranno a adottare faranno stare meglio gli italiani.

E’ proprio la classica situazione nella quale non si ha un progetto vero per dare un futuro all’Italia.

Anche le opposizioni che continuano a chiedere un dialogo costruttivo con il Governo, che lo offre ma non lo pratica, non hanno le idee chiare. E’ proprio la classica situazione nella quale non si ha un progetto vero per dare un futuro all’Italia. E allora si ricorre ad un rimbalzo delle responsabilità con uno stucchevole balletto di dichiarazioni asfittiche. La confusione è tanta, mancano progetti veri di rilancio e ci si affida ancora una volta a promesse, sulle quali il premier Conte esercita i suoi sproloqui da azzeccagarbugli. Dando per scontato che ci saranno risorse in abbondanza, che la UE ci metterà a disposizione e con le quali risolverà i problemi del Paese. Fatto sta che di risorse la UE e la BCE ce ne hanno messe a disposizione già tante e non sono state impiegate per migliorare i tanti punti deboli quali infrastrutture, trasporti, scuola, occupazione, ecc… .

Sono tutti lì i problemi e c’è il problema dei problemi che è la Pubblica Amministrazione, la più arretrata del mondo occidentale. Quest’ultima frena tutte le iniziative messe in campo per la vetustà dei mezzi a disposizione e l’autoreferenzialità, male atavico mai affrontato: confusione nelle competenze, elefantiasi, burocrazia esasperata, arretratezza culturale ecc. La panacea invocata dagli ineffabili governanti è costituita dalle risorse che arriveranno dal mitico recovery fund (non found, participio passato del verbo “to find”= “trovare”) come continuano a pronunciare alcuni membri del Governo e alcuni solerti commentatori.

Conte e il suo governo danno per scontato che il “recovery fund” arriverà ma non è nemmeno detto che l’UE lo approverà

Queste risorse che la Commissione Europea ha proposto e che “dovranno essere approvate” in via definitiva con una serie di passaggi istituzionali europei (Parlamento, Consiglio, ecc.) sono stati decisi per dare un futuro alle giovani generazioni. Si chiamano infatti “new generation UE” e dovranno servire per interventi che l’Italia dovrà indicare. Ma che dovranno essere giudicati idonei allo scopo dalla Commissione Europea che valuterà se lo siano o meno. Riservandosi la stessa di non erogarli o di sospenderli, se non rispondono alle indicazioni della UE. Bisogna aggiungere che le quantità ipotizzate sono state indicate in un momento in cui la pandemia sembrava sotto controllo. La situazione invece si va aggravando e sicuramente i Paesi della UE stanno incontrando difficoltà che fatalmente impatteranno sulle loro economie. E provocheranno riflessioni sull’intero ammontare e sulle quantità da destinare ai Paesi che ne dovevano beneficiare.

Pertanto ci sembra perlomeno azzardato considerare quelle risorse come acquisite, soprattutto da un punto di vista temporale. Pensate che i “nostri” le vogliono utilizzare per fare la Finanziaria 2021, quando lo stanziamento previsto dalla Commissione Europea non è stato ancora approvato da tutte le istituzioni della UE che potrebbero anche fare modifiche e variazioni sulle quantità. Qualcuno in passato ha parlato di finanza creativa, ma adesso siamo arrivati addirittura alla finanza delle aspettative. E c’è qualcuno che ancora gli dà retta… 

RECOVERY FUND CONTE CONTINUA A PARLARCI DEL PROBLEMA MA NON CI DA’ LA SOLUZIONE