Conte è alla guida del Paese ma non ha la patente

Conte è alla guida del Paese ma non ha la patente

Sembra che la soluzione di tutte situazioni di crisi in atto, evidenziate anche dal segretario PD, Zingaretti, fortemente critico con Conte in questi giorni, debbano essere rinviate a settembre-ottobre. Almeno nella narrazione che si fa in questi giorni. L’invito al Premier ad essere più concreto, arrivato tra gli altri anche dal Presidente Mattarella, nell’affrontare gli urgenti problemi della fase 2 e della fase 3, costituiscono una bocciatura del Premier Conte.

Il quale ha voluto e messo in piedi gli Stati Generali, contrario il PD, deciso a rendersi sempre più visibile agli occhi dei suoi adoratori. Mettendo su una inutile passerella che serve soltanto alla sua immagine di uomo politico che guida (senza patente) il Paese in questo difficile momento. Invoca sempre la collaborazione di tutti per portare il Paese fuori dalla gravissima crisi che l’attanaglia. Ma poi finisce per litigare anche con i suoi alleati di governo, compiendo scelte che non sono utili al Paese. Servono solo a tenere in piedi una leadership sempre più debole.

Il neofita della politica Conte è convinto di non aver sbagliato mai nulla

Il suo intento è quello di vivacchiare il più a lungo possibile contando sulla paura delle elezioni di tutti i partiti che lo sostengono. Il PD si sta rendendo conto che il non Governo di Conte lo porterà a sbattere in modo irrimediabile. E infatti si fanno sempre più frequenti i mal di pancia di suoi esponenti stanchi dell’immobilismo di Conte, che esprimono in modo sempre più frequente i malumori. Legati alla difficoltà di mettere in pratica linee concordate e condivise nell’azione di governo.

Conte, continua ad affermare che non rinnega nulla di quanto ha fatto o sta facendo come Premier. Anche sulle vicende legate agli interventi adottati per fronteggiare la pandemia da Covid-19, ha affermato che non ha sbagliato nulla. In due anni di governo fatti con alleanze di partiti alternativi e contrapposti tra di loro, ha adottato provvedimenti di cui non rinnega nulla. Pensate! Un neofita della politica che ha la presunzione di non sbagliare mai, i risultati però lo sconfessano perchè sono negativi. E il mite Zingaretti si sta rendendo conto che l’uomo che non sbaglia mai lo sta portando ad affondare insieme a lui.

Conte è alla guida del Paese ma non ha la patente

Anche il poliedrico mondo dei 5 Stelle ha i suoi mal di pancia e si avvertono forti divisioni al suo interno. Anche sulle alleanze che si dovrebbero fare alle prossime regionali. Ma c’è, tra le tante una questione fondamentale che sta esplodendo. Il limite del doppio mandato per gli eletti del Movimento voluto da Grillo e Casaleggio al momento della sua fondazione. Di Maio vorrebbe togliere questo limite, mentre Casaleggio afferma di volerlo mantenere. Capirete che questo toglie il sonno a buona parte degli eletti 5 Stelle. Già preoccupati della sopravvivenza di questa legislatura.

Per loro, la politica del rinvio di Conte, è quindi una questione di sopravvivenza. Ed è per questo che si diceva all’inizio che tutte le problematiche in atto e i possibili piani di rilancio vengono nelle loro intenzioni rinviati all’autunno e poi si vedrà. Si tratta quindi di questione esistenziale per i capi del M5S, ma la politica dei rinvii non può andare bene anche al PD. Ed è per questo che dopo aver “lisciato” finora Conte in tutti i modi, cominciano a capire di aver a che fare con un presuntuoso e inaffidabile. Uno che gli ha fatto ingoiare i provvedimenti voluti da Salvini e lo hanno accompagnato con il loro sostegno nella passerella degli Stati Generali. Passerelle che gli piacciono tanto.

Il rilancio dell’Italia va attuato adesso, altrimenti in autunno…

Questo invece è il momento delle scelte che non possono essere rinviate all’autunno perchè rischiano di compromettere la ripresa. Il Paese deve muoversi, mettere in “pratica” politiche di rilancio concrete, secondo le indicazioni che arrivano dall’Europa. E non perdere tempo a discutere di grandi progetti dimenticandosi del presente. I piani dovevano essere già pronti, anche perchè si è dato incarico a 17 esperti di elaborare progetti per il rilancio e che rimangono sulla carta. In quanto non se ne condividono i contenuti. E’ una presa in giro e dovremo aspettare la fine degli Stati Generali per capire che abbiamo perso altri 10 giorni. Più quelli delle discussioni che ne seguiranno.

Intanto il malcontento aumenta, non quello sterile e pretestuoso dell’opposizione, ma quello degli italiani usciti dalla crisi con le ossa rotte. L’autunno non deve essere la stagione per attivare le politiche del rilancio. Perché le azioni di rilancio debbono essere fatte adesso per evitare che l’autunno sia la stagione dei conflitti sociali pericolosi per la stabilità del Paese. “Ipse dixit”.

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