Conte Casaleggio Grillo Di Maio e Fico dalle stalle alle stelle

Conte Casaleggio Grillo Di Maio e Fico dalle stalle alle stelle

La conferenza stampa di fine anno del premier Conte, almeno una caratteristica di novità, l’ha avuta. Nella storia della Repubblica è il primo Presidente del Consiglio, capo di due governi, uno di centrodestra e uno di centrosinistra, che fa il bilancio dell’anno appena trascorso. Conte, ha il naso che ricorda quello di Pinocchio e come il burattino è portato a dire bugie. Certamente le ammanta di un linguaggio istituzionale che lo rende credibile a tanti. Quello che dice, però, è sempre ripetitivo, sia quando si riferisce al primo governo, sia quando parla di quello attuale. Soprattutto è ripetitivo quando parla del futuro, laddove elenca una serie di cose da fare, stavolta omettendo di usare il termine “meraviglioso”.

Il premier Conte parla di futuro, ma evita di parlare del presente

C’è però un filo conduttore tra il Conte 1 e il Conte 2, pur essendo capo di maggioranze molto diverse, ha dato continuità al suo governo non rinnegando nulla di quello precedente, anche se ha ammesso che qualche errore lo ha fatto. Ha difeso e difende tutto quanto è stato fatto dal Conte 1, aveva detto in occasione della caduta di quel governo che non avrebbe accettato altri incarichi. Ha più volte affermato che non era interessato a formare un nuovo partito, eppure ha fatto sì che molti militanti lo invochino come capo al posto di Di Maio e lo stesso Grillo non sarebbe contrario. Alla kermesse del M5S è stato applaudito più di Di Maio. Parla del futuro ma evita di parlare del presente e di quanto ha fatto o dovrebbe fare sui temi più caldi del momento. Come la prescrizione e il processo penale, il taglio dei parlamentari, le crisi aziendali, il fisco ecc. ecc.

Di Maio, ormai è in evidente difficoltà e il M5S è vittima delle stesse regole che si è voluto dare

Tutto questo mentre le forze politiche che lo sostengono litigano ogni giorno, non come dice lui per una normale dialettica interna, ma su posizioni che risultano contrapposte tra i vari partiti. Di Maio, ormai è in evidente difficoltà e il M5S è vittima delle stesse regole che si è voluto dare. Quali la trappola dei due mandati, il pagamento di una tangente a Casaleggio, l’unicità del potere decisionale, ecc. Tutto questo sta facendo riflettere i parlamentari M5S che a fronte delle batoste elettorali non hanno grandi possibilità di essere rieletti e stanno pensando a come salvarsi. Lo dimostrano le domande di partecipazione al concorso pubblico per funzionari della Camera dei Deputati. Il Presidente Fico, ha affermato che come cittadini hanno il diritto di partecipare.

I 5 Stelle professavano l’intenzione di essere esempio per il Paese e si stanno invece comportando peggio di quelli che in passato accusavano

Gli sfugge il conflitto istituzionale di interessi, visto che come parlamentare parteciperà ad un concorso destinato ad assumere funzionari che dovranno essere di supporto amministrativo ai parlamentari. E’ di tutta evidenza il paradosso che però, guarda caso, non è percepito. Evidentemente contano di emulare la neo Ministro dell’Istruzione che ha partecipato e vinto il concorso per dirigente scolastico mentre era sottosegratario del Ministero stesso. I 5 Stelle professavano l’intenzione di essere esempio per il Paese e si stanno invece comportando peggio di quelli che in passato accusavano. Non saranno contenti i 35mila candidati che hanno fatto la domanda per partecipare al concorso e, ricordiamolo, costituisce per i vincitori una sistemazione a vita, altamente remunerata.

Conte Casaleggio Grillo Di Maio e Fico dalle stalle alle stelle

Nel frattempo la Casaleggio associati decuplica il suo fatturato, Grillo ha colloqui privati con l’Ambasciata Cinese mentre la Cina si accinge a comprare pezzi di Italia. Di Maio studia da commerciante con l’estero e Fico diventa uomo d’apparato buono per altri incarichi. I cinque: Conte, Casaleggio, Grillo, Di Maio e Fico, si stanno dando da fare e le stelle… stanno a guardare. Benedicimus…ad horas.

Mario Balzano

“Non si può governare sulle macerie” ma non si può nemmeno ripartire da Di Maio e Conte