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“C’era due volte” di Franck Thilliez leggi la recensione

Titolo: c’era due volte
Autore: Franck Thilliez
Genere: thriller
Editore: Fazi editore
Pagine: 480
Prezzo: Euro 18,50
Prezzo E-book: 9,99

Trama: Nel 2008, in un piccolo paese di montagna, il tenente Gabriel Moscato è alla disperata ricerca della figlia, diciassettenne piena di vita scomparsa da un mese. Uniche tracce la sua bicicletta, i segni di una frenata e poi più nulla. Deciso a indagare sull’hotel due stelle dove la ragazza aveva lavorato l’estate precedente, Moscato si stabilisce nella stanza 29, al secondo piano, per esaminare il registro degli ospiti. Legge attentamente ogni pagina, prima di addormentarsi, esausto dopo settimane di ricerche infruttuose.

All’improvviso, viene svegliato da alcuni suoni attutiti. Quando si avvicina alla finestra, si rende conto che piovono uccelli morti. E ora è nella stanza 7, al pianoterra dell’hotel. Si guarda allo specchio e non si riconosce; si reca alla reception, dove apprende che è il 2020 e che sono dodici anni che sua figlia è scomparsa: la memoria gli ha giocato uno scherzo crudele. Quello stesso giorno il corpo di una giovane donna viene trovato sulla riva del fiume Arve

“C’era due volte” è un thriller di Franck Thilliez e racconta le vicende sulla scomparsa della figlia del tenente Gabriel Moscato. Da qui inizia il genio dello scrittore francese. La storia è un classico del thriller: una scomparsa misteriosa e le relative indagini. Ma, fin da subito, Franck Thilliez introduce l’elemento della perdita della memoria che destabilizza il lettore.

Spiazzati, cerchiamo di seguire le indagini, ovviamente mai banali e scontate. Ma proprio quando cominciamo a farci un’idea e cerchiamo di capire chi sia il colpevole, Franck Thilliez tira fuori il colpo di genio: “Il manoscritto”. Si, esatto, il suo precedente libro. E da qui in poi noi lettori siamo in totale balia dello scrittore francese.

Va precisato che i due thriller si possono leggere separatamente, ma è chiaro che sarebbe meglio leggere prima “Il manoscritto” per riuscire ad apprezzare e capire meglio “C’era due volte”. Franck Thilliez cura tutto nei minimi dettagli e si prende gioco di noi lettori. Infatti, nella seconda parte, è un continuo restare a bocca aperta. E’ veramente impossibile chiudere il libro.

Lo stile di Thilliez è sempre crudo, preciso e accattivante. Nulla è lasciato al caso e per i lettori è impossibile leggere in modo superficiale i suo romanzi. “C’era due volte” conferma la bravura e la genialità di Franck Thilliez.

Leggere i suoi libri è un vero piacere ed è molto stimolante, non solo per le storie ben scritte. Ma, soprattutto, per il gioco che si viene a creare tra lo scrittore e noi lettori. Un libro, anzi uno scrittore consigliato a tutti!

Barbara Piergentili
(account Instagram: letture_barbariche)

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