Basta false promesse

C’è una strana atmosfera in questi giorni di incontri del nostro Governo, più precisamente di Conte e Tria, con le autorità della UE. Si sta discutendo per evitare la procedura d’infrazione all’Italia per debito eccessivo e si stanno facendo concessioni alla Commissione Europea per abbassare il deficit, ma dal dibattito politico, in particolare Salvini e Di Maio, trapela la convinzione che una volta evitata la procedura d’infrazione, ci sia la strada libera per fare come ci pare.

Non c’è niente di più sbagliato perché in ogni caso i conti resteranno sotto osservazione e l’Italia dovrà stare attenta nel portare avanti i provvedimenti che comunque, a detta dei dioscuri, saranno attuati così come promessi. Il problema del nostro Paese non sono solo i conti che non quadrano, ma l’irresponsabilità di chi lo guida politicamente in questo momento, insieme ai limiti di comprendonio che sono evidentemente un patrimonio personale naturale del duo. Ma è veramente solo colpa loro?

Non ce la sentiamo di addossare loro tutte le colpe, non sono in quei posti per caso, sono il prodotto di una democrazia dell’odio e dell’irriverenza fomentata negli anni dal fondatore del Movimento, Beppe Grillo, e utilizzato dal padrone della piattaforma Rousseau che gestisce i consensi, facendo e disfacendo a proprio piacimento, ma anche a chi credendo di cambiare rispetto alla politica precedente ha creduto che bastassero le favole per far stare meglio gli italiani. Il mondo economico si regge su regole e istituzioni che decidono i destini dei Paesi e chi non le rispetta, anche se le ritiene sbagliate, è destinato a soccombere.

Non è la rabbia che deve guidare la politica ma il raziocinio e bisogna guardarsi da coloro che promettono al solo scopo di ottenere consensi. La Lega è già stata al Governo del Paese e non ha lasciato tracce di buon governo a livello nazionale. Infatti una volta lasciato il proprio territorio ha dimostrato già di non sapere incidere e si è adeguata alle logiche del potere centrale, abbandonando il Sud al suo destino.

Adesso Salvini viene visto da una parte dei meridionali come un salvatore della patria, credendo alle sue promesse di rinascita e di rinnovamento con l’uso del pugno di ferro e con le politiche di contrasto all’immigrazione. I problemi del Sud non sono dovuti all’immigrazione, la criminalità esisteva già prima così come la corruzione diffusa all’interno della PA e i problemi delle imprese, costrette a fare i conti con la criminalità, esistono da sempre. Le ricette basate sul semplice uso della forza, quelle di Salvini, e quelle basate su un assistenzialismo sterile, come quelle proposte da Di Maio, sono profondamente sbagliate, al di là dei problemi che esistono con la UE e con i partners internazionali.

Ricordo una vicenda di tanti anni fa quando, studente universitario, ero solito passare per Forcella, noto quartiere di contrabbando e spaccio. Era arrivato a Napoli un nuovo questore che aveva deciso di bonificare la zona con camionette della polizia che presenziavano 24 ore su 24. La cosa durò solo qualche settimana, poi sparirono le camionette e tutto tornò come prima. Il perchè era dovuto al fatto che in quel modo avevano bloccato una economia cosiddetta del “vicolo” che dava da mangiare a centinaia di migliaia di persone, le quali non erano contrabbandieri o spacciatori, ma che traevano da quell’economia la sopravvivenza. I problemi non si risolvono abbaiando o promettendo un reddito a chi vive di precarietà in un contesto di falsa disoccupazione e di lavoro nero.

Mario Balzano