Autostrade Benetton la mediazione di Gualtieri per persuadere Conte L’irritazione di Di Maio

Autostrade Benetton la mediazione di Gualtieri per persuadere Conte L’irritazione di Di Maio

Marco Galluzzo per corriere.it

Poco dopo l’una di notte il Consiglio dei ministri è ancora in corso. I Benetton hanno praticamente alzato le mani, accettato tutte o quasi le condizioni del governo. Compresa quella di scendere in Autostrade ad una quota quasi irrilevante, intorno al 10%, senza posti in Cda. Ma ancora non basta. (Qui in dettaglio i punti dell’accordo) È lo stesso Conte a dire ai suoi ministri: «Devono restare obbligati per eventuali danni e risarcimenti della loro gestione. Viceversa non si può chiudere questo accordo e torniamo alla revoca».

Poco dopo l’una di notte però la strada sembra ormai spianata, la revoca appare più lontana. Anche se le scorie che la vicenda ha lasciato sul tappeto non sono poche. Luigi Di Maio non è affatto contento della possibile transazione, accusa nemmeno troppo velatamente Conte di aver usato lo strumento della revoca per arrivare ad un accordo. Che forse è anche la verità, ma è maldigerita dal Movimento. Conte e il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, che ha trattato con i Benetton e illustrato l’ultima offerta, si appartano da soli, insieme alla ministra Paola De Micheli, quando il Consiglio dei ministri viene sospeso. La Bellanova protesta per il metodo, la De Micheli viene attaccata dai ministri grillini per essere stata sempre trattativista. La riunione prosegue nella notte analizzando tutti i pro e contro dell’ultima mediazione.

Il premier ha convinto il PD, ma Di Maio…

Per buona parte della giornata ha tenuto banco lo scontro (reale o presunto) fra lo stesso Conte e la ministra alle Infrastrutture. L’Huffington Post pubblica una lettera della De Micheli al capo del governo, datata 13 marzo. In cui l’esponente del Pd non esclude l’ipotesi «transattiva», dunque un accordo. Il contrario di quello a cui sembra puntare il capo del governo sostenuto dal Movimento. È scontro? Negli uffici di Conte lo escludono, i due si ritrovano insieme ad altri ministri nel pomeriggio all’ambasciata di Francia, e sembrano non curarsi della lettera. Ma è pur vero che la De Micheli resta contraria, perché giudicata troppo rischiosa dal punto di vista finanziario e sociale, alla revoca secca della concessione. «Non possiamo far fallire una società quotata in Borsa di queste dimensioni. Bisogna garantire lavoratori e opere programmate e con la revoca rischia di saltare tutto», va ripetendo da giorni. Invitando a soppesare gli aspetti della vicenda.

La mediazione possibile tocca al ministro dell’Economia Roberto Gualtieri che sembra aver avuto contatti plurimi con la società. E ha predisposto un piano di intervento pubblico nel capitale di Aspi che potrebbe essere un punto di equilibrio fra le diverse esigenze. Insomma una soluzione definitiva è ancora lontana, ma anche la revoca sembra perdere corpo, almeno quella formale. La marginalizzazione dei Benetton avverrebbe nell’arco di mesi. E a notte fonda Pd, premier e Cinque Stelle discutono dei risvolti politici di uno scenario simile. Per il Pd va bene, Conte sembra quasi soddisfatto, resta da convincere Di Maio e il resto dei Cinque Stelle.

CONTE PUNTA SOLO A MANTENERE LA POLTRONA IL PIU’ A LUNGO POSSIBILE POI LASCERA’ LA PATATA BOLLENTE AD ALTRI