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“Almarina” di Valeria Parrella leggi la recensione

Titolo: Almarina
Autore: Valeria Parrella
Genere: narrativa
Editore: Giulio Einaudi Editore
Pagine: 136
Prezzo: Euro 17
Prezzo e-book: Euro 9,99

Trama: Può una prigione rendere libero chi vi entra? Elisabetta insegna matematica nel carcere minorile di Nisida. Ogni mattina la sbarra si alza, la borsa finisce in un armadietto chiuso a chiave insieme a tutti i pensieri e inizia un tempo sospeso. Un’isola nell’isola dove le colpe possono finalmente sciogliersi e sparire. Almarina è un’allieva nuova, ce la mette tutta ma i conti non le tornano: in quell’aula, se alzi gli occhi vedi l’orizzonte ma dalla porta non ti lasciano uscire. La libertà di due solitudini raccontata da una voce calda, intima, politica, capace di schiudere la testa e il cuore.

“Almarina” di Valeria Parrella, candidato al ‘Premio Strega 2020’, è un romanzo breve che racconta la storia di Elisabetta Maiorano che ogni giorno insegna matematica nel carcere minorile di Nisida. La sua vita, dopo la morte del marito, scorre piatta, non ha nessun interesse che le possa dare un piccolo sussulto. Tutto cambia quando arriva Almarina, una ragazza con un passato pesante di violenze familiari.

La ragazza riesce con la sua insicurezza e solitudine a far riprendere consapevolezza a Elisabetta e la sua vita comincia a riavere un senso. La nascita del rapporto tra le due donne ci viene raccontata non attraverso vari episodi, ma tutto ci arriva tramite i pensieri e i sentimenti della protagonista. La storia è raccontata come un unico flusso di coscienza e in ogni riga percepiamo la profonda solitudine delle due donne.

La Parrella ha uno stile conciso, senza nessun fronzolo ed è molto incisivo e riesce in poche righe a trasmettere tutte le sensazioni e il malessere di Elisabetta. I pensieri dell’insegnante sono la parte predominante e spesso sono un vero e proprio fiume in piena che travolge. La lettura non risulta sempre facile e scorrevole, perchè alcuni passaggi del libro sono molto complessi strutturalmente. Ma questo non toglie nulla assolutamente alla bellezza del romanzo.

Con “Almarina” Valeria Parrella racconta della solitudine che accompagna moltissime persone e lo fa con molta incisività, ma allo stesso tempo con una delicatezza che conquista il lettore. Nel leggerlo si entra con la protagonista nel carcere minorile e si percepisce cosa si prova lì dentro. Un vero e proprio mondo sospeso e staccato da ciò che resta fuori dalla sbarra.

Ci chiediamo spesso se con poche pagine si possa raccontare tanto. La risposta nel caso di “Almarina” è sicuramente si. Valeria Parrella è riuscita a raccontare, senza dover necessariamente approfondire o portare a conclusione, un argomento molto importante, proprio come accade nella vita di ognuno di noi.

Barbara Piergentili
(account Instagram: letture_barbariche)

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